Articolo aggiornato il 30/12/25. Questo articolo è redatto secondo le norme francesi ed europee, pur trattando di tanto in tanto alcuni aspetti propri di altri Paesi. Possono quindi essere necessari adeguamenti locali a seconda della giurisdizione.

Ogni prodotto immesso sul mercato che possa presentare un rischio per la salute o per l'ambiente deve avere una propria scheda di dati di sicurezza e un'etichettatura conforme al regolamento CLP.

In un mondo in cui la qualità e la sicurezza dei prodotti di consumo contano sempre di più, è fondamentale conoscere e rispettare le normative in vigore per candele e fondenti di cera profumati. In questo articolo ti presentiamo tutte le regole da seguire.

Che tu sia un privato o un professionista, questo articolo ti aiuterà a orientarti tra obblighi di legge, normative ed etichettature necessarie per i tuoi prodotti.

Vedremo le diverse situazioni in cui potresti trovarti, i rischi per la salute e per l'ambiente e i passaggi da seguire per garantire la conformità dei tuoi prodotti. Infine, ti presenteremo alcune soluzioni innovative per semplificare l'etichettatura CLP.



Chi deve rispettare la normativa sulle candele artigianali?

La normativa applicabile cambia a seconda della tua situazione. Se desideri commercializzare le tue creazioni, sappi che le regole da rispettare sono numerose: le elenchiamo in questo articolo.

Sono un privato

Se produci candele o fondenti profumati a titolo privato, per uso personale o per le persone a te care, non hai obblighi particolari, a parte rispettare (o ricordare a chi li riceve) le precauzioni d'uso e le norme di sicurezza, come conservare i prodotti al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini.

Sono un professionista

Se vendi candele o fondenti, a domicilio, ai mercatini o in negozio, sei tenuto a rispettare le normative in vigore. CLP, UFI e SDS (scheda di dati di sicurezza) sono tre elementi obbligatori. Ma c'è una buona notizia: in alcuni casi non sarai obbligato a fare la dichiarazione UFI. Scopri perché più avanti.

Attenzione: la DGCCRF (Direzione generale francese della concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi) controlla regolarmente i punti vendita, sia fisici sia online.


Gli obblighi di legge per candele e fondenti

Come accennato sopra, ogni prodotto immesso sul mercato deve avere una propria scheda di sicurezza e un'etichettatura conforme al regolamento CLP. Prima di andare oltre, è fondamentale capire bene la differenza tra questi due elementi e il ruolo che svolgono.

La scheda di dati di sicurezza (SDS)

La scheda di dati di sicurezza, spesso abbreviata in SDS, ha un ruolo centrale nella normativa su candele e prodotti profumati. Non è un semplice documento amministrativo: è un vero strumento di prevenzione, tracciabilità e conformità. Descrive la composizione del prodotto secondo determinati criteri stabiliti dalla Comunità europea, i suoi pericoli, il suo comportamento chimico e le precauzioni da adottare per utilizzarlo, conservarlo e smaltirlo in tutta sicurezza.

Quali prodotti devono essere accompagnati da una SDS? Cosa devi ricordare

  • Se la tua candela contiene una fragranza, un colorante, un additivo o qualsiasi altro prodotto classificato come pericoloso, è obbligatorio possedere una SDS. Terre de Bougies fornisce gratuitamente questa scheda per le fragranze con dosaggio al 7% e al 10%, disponibile in formato Word nella sezione conformità, e in altri dosaggi per gamme specifiche. La SDS del prodotto puro è disponibile in PDF, ma è vietato riutilizzarla a tuo nome (salvo dosaggio al 100%).

  • Se il tuo prodotto non contiene sostanze chimiche né sostanze classificate come pericolose, la SDS sarà comunque necessaria per giustificare l'assenza di elementi di pericolo in etichetta. Esempio: la fragranza Cioccolato e nocciole.

  • Se desideri creare le tue miscele di fragranze o applicare un dosaggio diverso dal 7% e dal 10%, dovrai redigere una nuova SDS. Terre de Bougies offre un servizio specializzato (a pagamento) per la realizzazione delle tue schede di sicurezza, così da garantirti la piena conformità alla normativa in vigore.

In ogni caso, ti consigliamo vivamente di conservare le SDS delle tue materie prime, così da poterne dimostrare l'innocuità in caso di controllo.

Che cos'è un'etichetta CLP e come realizzarla

Come abbiamo visto, tutti i prodotti classificati come chimici immessi sul mercato devono avere una propria scheda di sicurezza. Devono inoltre riportare un'etichettatura conforme al regolamento CLP.

Il regolamento CLP (Classification, Labelling, Packaging: classificazione, etichettatura e imballaggio) è una normativa europea che informa i consumatori sui rischi per la salute e per l'ambiente. È la versione europea del sistema internazionale GHS: mentre il GHS è facoltativo a seconda dei Paesi, il CLP è obbligatorio in tutta Europa.

Indica i pericoli legati ai rilasci nell'ambiente, alle allergie, alle irritazioni (pelle, occhi) o ai problemi respiratori. Ogni prodotto soggetto al CLP deve essere imballato in modo da evitare qualsiasi contatto diretto con il consumatore. Nelle vendite ai professionisti, la scheda di sicurezza deve essere trasmessa. Ai privati viene fornita su richiesta.

Cosa deve contenere un'etichetta conforme al regolamento CLP?

La tua etichetta CLP deve riportare alcuni elementi obbligatori: i principali si trovano nella sezione 2.2 della tua SDS.

  • Nome del prodotto: deve essere identico a quello riportato nella SDS
  • Le avvertenze Pericolo o Attenzione
  • Indicazioni di pericolo, se presenti (ad es. H317)
  • Consigli di prudenza (ad es. P102)
  • Pittogrammi di pericolo, che devono rispettare dimensioni specifiche ed essere a colori (esiste un ordine di precedenza per evitare di doverli riportare tutti). Consulta la sezione 3.2.3 del vademecum CLP, pagina 38.
  • Numero UFI (se previsto per il prodotto)
  • La quantità nominale del prodotto (salvo che questa informazione sia indicata altrove sull'imballaggio)
  • I tuoi dati di contatto come fornitore (nome, indirizzo e numero di telefono)
  • Una sezione riservata alle informazioni supplementari (frasi EUH0xx, frasi EUH2xx, informazioni complementari su alcuni consigli di prudenza)

Esempio di etichetta CLP

esempio di etichetta CLP

Indicazioni di pericolo e consigli di prudenza: cosa riportare sull'etichetta CLP?

Dopo aver visto il nostro esempio di etichetta con tutte le informazioni da riportare, esaminiamo più nel dettaglio le indicazioni di pericolo (ad es. H319) e i consigli di prudenza (ad es. P101). Quando etichetti una candela profumata che contiene sostanze classificate come pericolose, è obbligatorio riportare per esteso le indicazioni di pericolo (H) e i consigli di prudenza (P).

Codice e dicitura

  • Il codice (ad es. H317, P102) è un identificativo tecnico.
  • La dicitura è la frase esplicita da riportare

Sull'etichetta è obbligatoria solo la dicitura. Il codice può essere aggiunto, ma mai da solo. In genere vengono riportate entrambe le informazioni.

Quando sono richiesti consigli di prudenza, deve essere riportato almeno un consiglio P1 (P101, P102 o P103).

  • P102 (Tenere fuori dalla portata dei bambini)
  • P101 (In caso di consultazione di un medico…)
  • P103 (Leggere l'etichetta prima dell'uso)

In pratica

Il consiglio di prudenza P102, per esempio, serve a proteggere i bambini. Anche se è facoltativo, ti consigliamo vivamente di inserirlo nelle tue etichette. Perché? Perché se si verifica un incidente che coinvolge dei bambini e non hai indicato questo consiglio, la giurisprudenza non ti sarà favorevole. In altre parole, aggiungendolo godi di una migliore tutela legale, anche se non si tratta di un obbligo in senso stretto.

Dove applicare l'etichetta CLP?

L'etichetta deve essere apposta saldamente su una o più superfici dell'imballaggio a diretto contatto con il prodotto e deve essere leggibile orizzontalmente quando l'imballaggio è nella sua posizione normale. Colore e presentazione devono rendere i pittogrammi di pericolo chiaramente visibili, in modo che risaltino sullo sfondo.

Disposizione degli elementi dell'etichetta ed etichetta multilingue

I pittogrammi di pericolo, l'avvertenza, le indicazioni di pericolo, i consigli di prudenza e la sezione delle informazioni supplementari devono essere raggruppati.

In un'etichetta multilingue, le indicazioni di pericolo e i consigli di prudenza sono raggruppati per lingua. Gli elementi dell'etichetta devono essere redatti nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro o degli Stati membri in cui il prodotto è immesso sul mercato, salvo diversa disposizione dello Stato membro interessato. Ricordati di informarti.

Attenzione: se acquisti le tue materie prime all'estero, devi essere in grado di presentare una scheda di sicurezza nella lingua del Paese in cui vendi (in francese per la Francia) e i tuoi prodotti devono avere un'etichettatura conforme al regolamento CLP (e non al GHS). Il tuo fornitore deve essere in grado di fornirti questi documenti.

Che cosa significano i pittogrammi di pericolo?

Quando un prodotto (come una candela profumata) contiene una miscela di sostanze chimiche, può rientrare in più classi di pericolo (ad es. infiammabile, irritante, pericoloso per l'ambiente…). Il regolamento CLP prevede un ordine di precedenza dei pittogrammi per evitare ridondanze e non doverli riportare tutti. Per consultare quest'ordine, vai a pagina 66 del vademecum CLP.

Quali sono le dimensioni regolamentari di un'etichetta CLP per candele?

L'etichetta CLP deve avere dimensioni minime di 74 x 52 mm, se possibile.

Capacità dell'imballaggio

Dimensioni dell'etichetta (mm)

Dimensioni di ciascun pittogramma (mm)

Fino a 3 litri

Almeno 52 x 74, se possibile

Minimo 10 x 10, 16 x 16 se possibile

Più di 3 litri ma non oltre 50 litri

Almeno 74 x 105

Almeno 23 x 23

Più di 50 litri ma non oltre 500 litri

Almeno 105 x 148

Almeno 32 x 32

Più di 500 litri

Almeno 148 x 210

Almeno 46 x 46


Se un prodotto non consente di applicare un'etichetta abbastanza grande, è possibile usarne una più piccola con meno informazioni CLP, rispettando però alcune condizioni: vedi il capitolo sulle deroghe del vademecum CLP, pagina 86.

Nuovo regolamento CLP e impatto sulle SDS: cosa devi sapere

Dal 2025 è obbligatorio tenere conto degli interferenti endocrini e delle nanoparticelle per le sostanze, e dal 2026 per le miscele.

Questo significa che le SDS dovranno essere aggiornate, anche per i prodotti che non contengono né interferenti endocrini né nanoparticelle, perché andrà indicato chiaramente nelle SDS.

Il regolamento CLP 2023/707 non riguarda gli allergeni né l'IFRA.

Questa normativa è obbligatoria dal 1° maggio 2026 per ogni nuovo prodotto immesso sul mercato a partire da tale data, mentre per i prodotti già in vendita prima di questa data è previsto un periodo transitorio.

Ti consigliamo quindi di informarti regolarmente presso le fonti ufficiali indicate in fondo alla pagina.

I rischi in caso di controllo

Il mancato rispetto di questi obblighi può comportare pesanti conseguenze penali e amministrative (fino a 50.000 € di multa e 3 anni di reclusione).

Una SDS resta valida finché la composizione del prodotto e la normativa non cambiano. Deve essere aggiornata a ogni modifica della formula, della classificazione CLP o della normativa. Ti consigliamo quindi vivamente di consultare regolarmente le SDS pubblicate sui siti dei fornitori, per assicurarti di avere sempre la versione più recente.


Come semplificare l'etichettatura CLP ed evitare la dichiarazione UFI?

A quanto detto finora possono applicarsi alcune condizioni o eccezioni. Leggendo questo articolo, forse ti sono venute in mente alcune domande: le risposte che cerchi sono probabilmente qui.

Al supermercato vedo spesso candele profumate senza etichettatura CLP: perché?

Una candela o un fondente artigianale ha ben poco in comune con i prodotti industriali che si trovano al supermercato. La differenza principale sta nella composizione, in particolare nella qualità e nella percentuale della fragranza utilizzata.

A differenza delle creazioni artigianali, che privilegiano ingredienti di alta qualità, i produttori industriali scelgono spesso fragranze di sintesi di qualità inferiore.

Queste fragranze sono usate a bassa concentrazione. Questa scelta limita la resa olfattiva, ma permette ai produttori di restare al di sotto delle soglie di classificazione imposte dal regolamento CLP. Così evitano l'etichettatura dettagliata dei componenti, generalmente richiesta per i prodotti che contengono una quantità maggiore di fragranza, e allo stesso tempo risparmiano sul costo della fragranza.

Come capire se posso vendere la mia candela senza un'etichetta CLP completa?

In concreto, l'obbligo di un'etichetta conforme al regolamento CLP si applica alle tue creazioni che contengono sostanze e miscele classificate come pericolose per la salute o per l'ambiente. Una candela profumata è considerata una miscela, perché contiene cera e una miscela di sostanze profumanti.

Puoi vendere la tua candela senza dover applicare l'etichettatura CLP completa se, e solo se, rientri in questi criteri:

  • Nessuna sostanza utilizzata nella tua candela è classificata come pericolosa (infiammabile, tossica, irritante, sensibilizzante, ecc.) alla concentrazione finale della miscela.

  • La fragranza che utilizzi non è classificata come pericolosa (puoi verificarlo nella SDS del tuo prodotto, a partire dalla sezione 2) oppure utilizzi una fragranza della gamma Boost 1% e il dosaggio non supera l'1%, secondo le raccomandazioni.

Tieni presente che, se metti in vendita il prodotto, sarai comunque obbligato ad applicare un'etichetta con almeno i dati del fornitore, il peso del prodotto e gli identificatori del prodotto.

La gamma Boost all'1% per evitare un'etichettatura CLP complessa e la dichiarazione UFI

Terre de Bougies propone una soluzione pratica per alleggerire gli obblighi CLP e fare a meno della dichiarazione UFI: la gamma Boost, composta da 16 fragranze. Studiate per essere usate all'1%, queste fragranze non richiedono né un'etichettatura CLP complessa né la dichiarazione UFI, e questo semplifica notevolmente l'immissione sul mercato delle tue candele. Attenzione però: in alcuni casi possono restare sostanze allergeniche da indicare con la frase EUH208.

Questa soluzione è ideale per produrre candele profumate di qualità professionale riducendo costi e pratiche amministrative.

 

Dove verificare che un prodotto non contenga sostanze classificate come pericolose?

Per capire meglio, ecco due esempi di schede di sicurezza relative ad additivi.

Bisogna guardare la sezione 2 della scheda di sicurezza del prodotto. Qui si vede che la stearina vegetale non è classificata come "pericolosa".

Per questo additivo, consultando la sezione 2 della scheda di dati di sicurezza (SDS) puoi vedere che sono presenti indicazioni H e P: significa che il prodotto è classificato.


D'accordo, ma se uso più prodotti per realizzarne uno solo?

Se utilizzi più prodotti per realizzarne uno solo (fragranza, colorante, cera, additivi, ecc.), dovrai redigere una scheda di sicurezza del prodotto finito. Sarà questa SDS a indicare se è necessaria un'etichettatura. Tutto dipenderà dalle quantità presenti nel prodotto. Se un prodotto è classificato nella sua forma concentrata, il prodotto finito non lo sarà necessariamente: dipende dalla concentrazione di quel prodotto. Lo stesso vale per le fragranze: se una fragranza è classificata H315, non è detto che lo sia anche il prodotto finito.

Se vendo una candela al 100% in cera d'api, devo avere un'etichetta CLP?

No. Se vendi una candela in cera d'api che non contiene fragranze, coloranti o additivi classificati, non avrai bisogno né di un'etichettatura CLP completa (bastano dati di contatto, peso e identificatori del prodotto) né della dichiarazione UFI. Lo stesso vale per tutte le altre cere naturali pure e non profumate. Dovrai comunque applicare sul prodotto un'etichetta con il nome del fornitore, il peso e gli identificatori del prodotto.


In sintesi: come gestire l'etichettatura e la sicurezza delle tue candele

Conoscere bene la normativa significa lavorare con più serenità, proteggere i tuoi clienti e valorizzare le tue creazioni artigianali. Orientarsi tra le normative su candele e fondenti può sembrare complicato, ma l'essenziale è semplice: garantire la sicurezza dei tuoi prodotti e informare correttamente i tuoi clienti. Ora le tue candele possono brillare, nel pieno rispetto della legge.


Conclusione

Per restare in regola, segui una logica semplice: parti sempre dalla SDS del prodotto finito, verifica la sua classificazione, poi costruisci la tua etichetta a partire dagli elementi obbligatori della sezione 2.2. Se la tua formulazione cambia, aggiorna la SDS e l'etichettatura. E se il tuo obiettivo è semplificare le pratiche, le soluzioni esistono, a condizione di rispettare rigorosamente i dosaggi e le relative raccomandazioni.

Vuoi fare un passo in più e vendere anche i tuoi prodotti per la pulizia della casa? Scopri i principali obblighi da conoscere nella nostra guida sulla normativa sui detergenti e sulla vendita di prodotti per la pulizia.

Fonti:

- Scopri il vademecum sul regolamento CLP.
- Tutto sul regolamento CLP
- Fonte: Eur-Lex.
- Novità CLP INERIS