Scarly si affida a noi ormai da diversi anni. Forniamo materie prime selezionate con cura per la creazione di candele, adatte sia ai privati sia ai professionisti.
Chi è Scarly?
Célyne Ignaczak, questo il suo vero nome, convive dalla nascita con una disabilità: il suo braccio sinistro termina con un moncherino. Per questo, durante l'infanzia e gli anni di scuola, non è sempre stato facile per lei essere accettata e capita. Ma Célyne è rimasta forte e ha temprato il suo carattere attraverso queste prove nel corso dei suoi 28 anni, l'età che aveva al momento dell'intervista.
Oggi ci racconta la sua storia, legata alla sua attività. Dalle mascherine in tessuto durante il Covid alle candele, scopri la success story di Scarly.

Come hai iniziato a fare candele?
"Tutto è cominciato con la produzione di mascherine in tessuto durante il Covid. La mia community era già molto coinvolta. Ero già presente sui social e vendevo mascherine fatte in casa per finanziare la mia protesi. È andata avanti per 7 mesi. Dopo le decisioni del governo sulle mascherine, volevo fare qualcos'altro con le mie mani. Così ho cominciato a fare candele per me, e in tanti hanno cominciato a chiedermele. Anche se non era per la protesi, volevano comunque contribuire. È stato pazzesco vedere un entusiasmo del genere!"
Ed è così che la candela entra a far parte della sua storia...
"Sono sempre stata molto attratta dalle candele, e lo stesso vale per la mia famiglia.
Fin dagli inizi il successo è stato travolgente: in appena 20 minuti le mie prime 200 candele erano andate a ruba… e da allora non si è più fermato."
Una scelta professionale che cambia tutto
"Molto presto mi sono trovata davanti a una scelta. Avevo un problema alla schiena, un'ernia del disco arrivata all'improvviso. Troppo lavoro, troppa fatica. All'epoca lavoravo come progettista di cucine e, in parallelo, il mio negozio cominciava a girare davvero bene. Così ho dovuto scegliere. Ho lasciato il mio posto a tempo indeterminato per dedicarmi allo sviluppo della mia attività."
Una svolta decisiva, che segna il vero inizio della sua avventura imprenditoriale.
"Il 90% del lavoro lo facevo a casa: vendevo, preparavo e spedivo tutto da casa mia. C'era roba dappertutto: in cucina, in sala da pranzo, in bagno. Alla fine, a gennaio, abbiamo avuto la fortuna di prendere un locale che poteva fare da negozio, e non ho esitato un attimo."
Una community unita
"Avere questo locale è stata un'enorme opportunità per incontrare i nostri follower. Fin dall'inizio c'era chi faceva 4, 6, perfino 10 ore di strada per venire a trovarci. Qualcuno ha persino organizzato un weekend a Mulhouse apposta per farci visita. Ci siamo subito rese conto di quanto le persone fossero felici di poterci incontrare dal vivo e di condividere un momento con noi."
La mamma si unisce all'avventura da un giorno all'altro per aiutare la figlia
"Alla fine è andato tutto molto in fretta. Abbiamo potuto assumere una prima persona, poi ne è arrivata una seconda: mia mamma. È una storia davvero incredibile. Dopo 17 anni nella stessa azienda, ha scelto di dimettersi da un giorno all'altro per venire a lavorare con me. È arrivata lo scorso novembre, nel giro di 24 ore. È stato un momento straordinario poter portare avanti questa avventura con mia madre."
Rimettersi in discussione e una nuova gamma per perfezionarsi
"È andato tutto benissimo, siamo andate avanti per la nostra strada, anche se a volte dovevamo rimetterci in discussione. Lo scorso febbraio ha segnato una tappa molto importante. Abbiamo scelto di avere una gamma più pulita, per perfezionarci. Siamo cresciute con il tempo, anche grazie a Terre de Bougies che ci ha accompagnate."
Un percorso che dimostra come ogni correzione di rotta aiuti a crescere un po' di più.
"Tra poco saranno 2 anni. Siamo orgogliose di questo bel percorso: siamo passate dalla microimpresa a una vera e propria società. Ricordo gli inizi, quando facevo ancora tutto in salotto o in cucina, a bagnomaria e in pentola. Oggi abbiamo una grossa macchina da 70 L, diversi ordini al giorno e una dipendente."
Come sei riuscita a farti conoscere?
"I social, ovviamente! Ero già un'influencer sul tema della disabilità, e la produzione di mascherine ha contribuito a far crescere la mia community. Come dicevo, all'inizio del Covid vendevo mascherine in tessuto fatte a mano, che servivano a finanziare la mia protesi. In 7 mesi eravamo riusciti a raccogliere 10.000 € per la protesi. Una cosa pazzesca! Parlare apertamente della mia disabilità, dell'accettazione di sé, della mia battaglia e della protesi, che costa 10.000 € ogni 3 anni, mi ha permesso di essere vicina alla mia community."
Oggi, quindi, La boutique de Scarly è un marchio?
"Sinceramente non so se posso davvero chiamarlo un marchio, perché tutto viene da me, è una cosa molto personale. Però è vero che, quando la gente mi ferma per strada, mi dico che alla fine… sì, La boutique de Scarly sta diventando un marchio. Me ne rendo conto un po' alla volta."
Per ottenere il locale hai incontrato difficoltà, per esempio amministrative?
A volte bisogna sapersi destreggiare tra più mestieri.
"Su questo fronte siamo state fortunate. Abbiamo trovato un locale che prima era di un parrucchiere. Abbiamo comunque dovuto rifare tutto, compreso l'impianto elettrico, e tutto questo è capitato un anno fa, nel periodo frenetico delle feste di fine anno. Era proprio il momento in cui ordini e follower sono esplosi, quindi venivo anche la sera a imbiancare e a decorare. È stato un periodo pazzesco, in cui facevo tre mestieri diversi."
Un momento chiave, che mostra quanta intensità e quanta versatilità richieda fare impresa.
"Ci siamo sentite molto sostenute: alcuni follower volevano persino darci una mano, cosa che ovviamente abbiamo rifiutato. I loro messaggi di sostegno ci hanno dato la forza di superarci continuamente in quel periodo frenetico."
La prova che lo slancio di una community può davvero portare avanti un progetto.
"Abbiamo comunque dovuto rimandare di un mese e mezzo il lancio della nuova gamma per i ritardi nella fornitura dei contenitori. Qualcosa doveva pur andare storto, ma a parte questo e qualche inconveniente legato al locale (l'amianto, per esempio), siamo state davvero fortunate!"
All'inizio facevi candele, ma ora stai sviluppando anche altri prodotti?
Diversificarsi con la profumazione d'ambiente, i fondenti e perfino i saponi.
"Abbiamo notato che le persone chiedevano fondenti, ma anche diffusori e spray. Abbiamo davvero tutto il necessario per profumare l'intera casa. Proponiamo già candele, fondenti, diffusori a bastoncini e a fiori (siamo in pochi a proporli), bruciaessenze e perfino accendini."
Qual è stato l'ostacolo più grande nello sviluppo della tua attività?
Legislazione e normative: un passaggio difficile ma obbligato
"La legislazione, senza dubbio. All'inizio ho venduto per due mesi senza rispettare le normative. La realtà mi ha presentato il conto in fretta, quando sui social mi sono piovute addosso le critiche. Mi sono detta: ok, bisogna tenere duro e informarsi, perché è roba tosta."
Un richiamo forte all'importanza di mettersi in regola fin dall'inizio con gli obblighi normativi.
"Nel mondo delle candele se ne parla troppo poco. Spesso ci si lancia senza nemmeno rendersi conto di quante norme vadano rispettate. Io ho imparato sul campo. Non puoi permetterti di buttarti così, d'impulso: devi rendertene conto molto presto, per rispettare tutte queste condizioni."
L'offerta di Avery e il supporto di Terre de Bougies fanno risparmiare moltissimo tempo
"Per le etichette, per esempio, lavoro con il mio computer e con un partner di Terre de Bougies, Avery. I loro strumenti mi hanno fatto risparmiare tempo prezioso nella realizzazione delle mie etichette. È un partner ideale."
Una collaborazione che dimostra quanto gli strumenti giusti possano rendere più efficiente il lavoro di tutti i giorni.
"Quanto a Terre de Bougies, il vostro supporto così umano è stato prezioso per noi, soprattutto per tutto ciò che riguarda le normative. Ci siete sempre stati. Ho avuto la fortuna di instaurare molto presto questo rapporto privilegiato, che mi ha permesso di sviluppare l'attività con molta più serenità."
Quante fragranze diverse hai nella tua gamma?
"Sfioriamo tranquillamente il centinaio, se contiamo anche le fragranze a tempo limitato."
Se dovessi scegliere una sola fragranza, quale sceglieresti?
"La fragranza Scarly, ovviamente. Terre de Bougies offre la possibilità di creare fragranze con note su misura e sono orgogliosa di poter proporre la mia fragranza Scarly, che contribuisce a costruire la mia immagine."
Pensi che il mondo delle candele sia accessibile e che abbia ancora davanti un lungo e radioso futuro?
"C'è senza dubbio un boom del Do It Yourself (DIY), ma sono i prodotti di qualità a fare la differenza."
- I pionieri delle candele su TikTok.
- I lockdown hanno giocato a nostro favore.
- Oggi la concorrenza è agguerrita: alcuni ce la fanno, altri no. La situazione del mercato fa calare le nostre vendite, perché alcuni lavorano ancora in regime di microimpresa o praticano prezzi più bassi senza rispettare le normative.
"Sono le regole del gioco e le accettiamo così. Alcuni colleghi si battono al nostro fianco per promuovere prodotti di qualità, conformi alle normative e rispettosi dell'ambiente: è importante per tutti noi. Siamo orgogliose di vedere che le persone capiscono sempre di più l'importanza della qualità, che giustifica un prezzo non per forza uguale a quello di una candela o di materie prime di scarsa qualità."
Il DIY sta vivendo un vero e proprio boom, ed è destinato a durare.
Cosa diresti a chi vuole lanciarsi nell'avventura del lavoro in proprio?
"Di non avere paura di lanciarsi nell'avventura delle candele, nonostante qualche difficoltà. Buttati! È un'esperienza incredibile, che si vive ogni giorno con i suoi alti e bassi. Non bisogna lasciare nulla al caso: né la temperatura, né i dosaggi, né tantomeno le normative, che non vanno assolutamente trascurate. Rischi grosso."
Una testimonianza che mostra bene l'impegno e il rigore necessari in questo settore.
"Ho questa passione per le candele fin da piccola. All'epoca compravo candele di pessima qualità, ma la passione per il profumo era già la stessa. Bisogna comunque sapere che la vita di tutti i giorni può essere stressante e che il percorso può essere pieno di ostacoli. Ma oggi pensare che questa passione d'infanzia mi permetta di godermi il profumo delle mie candele quando invito gente a casa è un orgoglio immenso!"
Parole che raccontano la perseveranza e la forza di una passione diventata realtà.
"Non esitare, buttati! È un'occasione per valorizzare con orgoglio il tuo saper fare e la tua creatività. È un lavoro impegnativo, certo, ma vale tutto l'oro del mondo."
Leggi tutte le nostre interviste a creatrici di candele, per lasciarti ispirare.
Conclusione
Il percorso di Scarly mette in luce la resilienza e la creatività necessarie per trasformare una passione in una vera avventura imprenditoriale. La sua testimonianza mostra quanto la determinazione possa aprire la strada a grandi successi.
Sempre nella nostra serie di ritratti, leggi l'intervista a Patricia, fondatrice di Miaou Candle, che a sua volta condivide la sua esperienza unica nel mondo delle candele artigianali.